Musica Antica
la filosofia costruttiva

La costruzione
di un nuovo modello

La costruzione di un nuovo strumento inizia dalla scelta del modello di riferimento. Le ragioni che avvicinano a un modello piuttosto che a un altro sono molteplici, spesso legate al repertorio e alla fisicità del musicista.

La scelta del modello può essere suggerita dal liutaio o nascere da una richiesta specifica del musicista. Per il liutaio che ricostruisce strumenti antichi, la costruzione di un nuovo modello si configura come un percorso di conoscenza che ha inizio, quando possibile, dallo studio dello strumento originale. In assenza di questo, vengono presi in esame i rilievi tecnici eventualmente disponibili oppure, in alternativa, si attinge ai trattati dell’epoca.

Personalmente, preferisco misurare di persona gli strumenti ai quali mi ispiro e ricostruirne la storia. Ciononostante, il risultato finale non sarà mai identico all’originale.

Questo dipende, ancora una volta, dalle scelte del musicista, che spesso ha maturato una propria idea di strumento che va rispettata e dalle nuove possibilità offerte dalla tecnologia moderna. Nel corso degli anni, ho imparato ad avvalermi degli strumenti informatici per elaborare modelli il più possibile fedeli al risultato finale che permettano di ottimizzare i tempi in fase costruttiva e minimizzare il margine di errore.

Alla fase di progettazione, segue la realizzazione delle “sagome”, forme di riferimento che verranno utilizzate da ora in avanti per la costruzione di quel modello.

Le tecniche di costruzione

La costruzione di uno strumento antico passa per lo studio delle tecniche utilizzate dai liutai del passato.

Osservando i dettagli di uno strumento è possibile risalire al procedimento costruttivo ed estrapolarne le tecniche utilizzate.

È un percorso di esplorazione e avvicinamento. Personalmente prediligo la forma interna (di tipo cremonese) per la costruzione dei miei strumenti ma sono affascinato da alcune esperienze costruttive differenti.

Costruisco le viole da concerto con tavole armoniche in doghe, tecnica utilizzata dai liutai d’oltralpe del XVII e XVIII sec. che permette di conservare l’integrità delle fibre del legno con il risultato di uno strumento più pronto e ricco di armoniche.

La scelta dei materiali

In liuteria il fattore estetico va di pari passo con quello funzionale e anche i criteri di scelta della materia prima rispecchiano questo principio.

Ogni liutaio conosce l’importanza che ricopre la selezione della materia prima e soltanto l’esperienza può affinarne la sensibilità. I canoni estetici elaborati nel corso dei secoli quali la direzione del taglio, la larghezza della vena, la direzione della fibra e il colore del legno costituiscono l’istantanea di precise caratteristiche legate a fattori genetici e al “contesto sociale” nel quale la pianta si è sviluppata.

All’immagine visiva sottendono precise grandezza fisiche che oggi più di prima è possibile misurare con precisione. Si tratta di imparare a prevedere il suono e la vocazione presente in ciascun blocco di legno e scegliere, tra tanti, quello maggiormente vicino alla propria sensibilità e al proprio metodo di lavoro. È per questo motivo che sono costantemente alla ricerca della migliore materia prima e preferisco eseguire personalmente la stagionatura dei legni. Utilizzo l’abete rosso (Picea abies) proveniente dalla Val di Fiemme per la costruzione delle tavole armoniche.

Le giuste caratteristiche fisiche, unite a una corretta direzione del taglio e all’attenta lavorazione lo rendono una materia eccellente.

Noleggio strumenti
per studenti.

Mettiamo a disposizione dei nostri clienti una selezione di strumenti messi a punto in bottega. È una proposta di base pensata per quanti vogliano valutare un approccio allo strumento senza impegno eccessivo.

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